2.576.200 i lavoratori richiesti al 2022: economia, medicina e ingegneria le lauree più ricercate

Il low-skill equilibrium in cui l’Italia è intrappolata è una situazione che presenta un basso livello di competenze generalizzato, in cui la scarsa offerta di competenze è accompagnata da una debole domanda da parte delle imprese. Questo fenomeno si aggiunge ad un quadro economico italiano già caratterizzato da una debole crescita del PIL (nel 2017 pari all’1,5% con prospettive a ribasso per il 2018), una produttività del lavoro stagnante da oltre un decennio, un tasso di disoccupazione pari al 10,4% e un numero di NEET(giovani tra i 15 e i 29 anni “not - engaged - in education, employment or training”) di 2,2 milioni. 

Come evolveranno le skills in base al progresso tecnologico? Quali saranno le competenze richieste nell’Industria 4.0? Il numero di laureati e diplomati soddisferà i fabbisogni richiesti dalle imprese? Quali saranno le professioni emergenti e quali spariranno a causa dell’automazione?

Queste alcune domande indagate nell’analisi “Superare il low-skill equilibrium” condotta dal Centro Studi di Fondazione Ergo. Di seguito, alcuni dati:

  • Il 6% dei lavoratori ha competenze inferiori a quelle richieste dal lavoro che svolgono(under-skilled), mentre il 35% svolge un lavoro non attinente al proprio titolo di studio;
  • L’85% delle piccole-medie imprese italiane è a gestione familiare, con manager che spesso non hanno le competenze adeguate per guidare lo sviluppo tecnologico;
  • In Italia, i ragazzi tra i 30 e i 34 anni laureati sono soltanto il 26,9%, contro una media europea del 39,9%;
  • Il sistema informativo Excelsior di Unioncamere stima, al 2022, un fabbisogno di occupati complessivo di 2.576.200 unità, di cui il 30% laureati, soprattutto in materie economiche (fabbisogno di 144.000 occupati), medico-sanitarie e paramediche (136.900) e ingegneria (107.800); 
  • Il fabbisogno di diplomati si attesta intorno al 32%di quello complessivo (pari a 809.600 unità), con una richiesta maggiore per l’indirizzo “Amministrazione, finanza e marketing”;
  • Si prevede una carenza media di circa 21.000 laureati ogni anno, a differenza dei diplomati, dei quali si prevede un eccesso di offertarispetto al fabbisogno (1.308.100 unità contro 809.600);
  • Secondo quanto emerso dal Word Economic Forum 2018, il progresso tecnologico porterà alla creazione di 133 milioni di posti di lavoro (75 milioni saranno perduti o sostituiti), con un saldo netto di 58 milioni di nuovi posti;
  • Entro il 2022, almeno il 54% dei lavoratori dovrà adeguare e/o riqualificare le proprie competenze.

“Superare il low-skill equilibrium” è il tema centrale del terzo numero de “I Quaderni di approfondimento”, la collana di Fondazione Ergo dedicata ad analizzare il panorama industriale italiano.

È possibile leggere e scaricare il terzo “Quaderno” a questo link >> goo.gl/mNQUpA

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