Fabbrica senza fatica: Fondazione Ergo al Festival dell'Economia di Trento

Sabato 2 giugno, Fondazione Ergo era a Trento per partecipare al Festival dell'Economia e parlare della "Fabbrica 'senza Fatica", in un confronto tra Gabriele Caragnano, direttore tecnico della Fondazione, Bartolomeo Callari, Manufactoring Director a STIGA spa, e Marco Bentivogli, segretario FIM-CISL (Federazione Italiana Metalmeccanici). Il moderatore era Sandro Trento, professore di International Management all’Università di Trento e direttore generale della Fondazione. 

La domanda di partenza è stata: la produttività industriale può aumentare con la crescita della qualità del lavoro e la riduzione della fatica? Sì, è possibile, e  se ciò non accade è soprattutto per chiusura alla novità, dovuta a nostalgia per modelli del passato e paura dell’innovazione. Per questo – ha sottolineato Trento – occorre diffondere la cultura di un modello organizzativo che integri tecnologie, processi, organizzazione e la partecipazione attiva dei lavoratori. Bisogna abbandonare la visione di fabbrica come luogo di sofferenza e a riscoprirla come opportunità di esperienza e di lavoro stimolante.

Ma che cos’è la fabbrica senza fatica, la "BellaFactory"?

Per spiegare questo nuovo modello di fabbrica, l'Ing. Caragnano si è soffermato su Pomigliano e sull’approccio FCA allo Human Centred per la valutazione e la prevenzione del rischio da sovraccarico biomeccanico del corpo di chi lavora. Un sistema di misurazione internazionale che ha fatto superare problemi e conflitti.

Bentivogli ha sottolineato come il nuovo modello di fabbrica richieda anche un nuovo modello di sindacato perché c’è un ribaltamento totale di schemi tra lavoratore e azienda. Poi ha ricordato il ruolo della formazione perché la fabbrica senza fatica investe molto nelle persone.

Callari ha spiegato che questo modello può essere adottato anche in imprese di dimensioni medio-piccole, come testimonia la sua esperienza della STIGA, in cui, una volta introdotto il modello, le persone sono state messe nelle condizioni di lavorare meglio e la produttività sia aumentata. 

Tutti concordi, infine, sull’importanza di saper combinare capitale umano di qualità, strumenti e organizzazione e sulla necessità di superare la paura del nuovo e della tecnologia.

Le 100 persone presenti in sala, le più di 600 visualizzazioni della diretta su Facebook e i più di 90 retweet ci hanno dimostrato quanto sia vivo l'interesse per le tematiche salute e sicurezza dei lavoratori, condivisione, trasparenza, fiducia tra sindacato e azienda, e quando la volontà di miglioramento e di aumento della produttività non possa avvenire senza la crescita del capitale umano.

 

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