Bill Gates e la proposta di tassare i robot

La Proposta di Bill Gates che ha fatto discutere

Da quando si è iniziato a parlare di Industry 4.0 e quindi di automazione e digitalizzazione di lavori e processi si è iniziato a riflettere sul lavoro dell’uomo nel futuro, sul calo occupazionale e sulle reali potenzialità del robot. Le macchine prenderanno il sopravvento sul lavoro dell’uomo. Rimane da capire quanto velocemente ciò accadrà e quali saranno i limiti delle loro competenze.

Nelle scorse settimane si è acceso un dibattito intorno alla proposta di Bill Gates, fondatore di Microsoft, che con una provocazione lanciata tramite l’intervista al sito di news Quartz spiega che su questi temi i governi – e non le aziende – devono cominciare a pensare a come affrontare la situazione occupazionale dei diversi paesi per evitare che si formino nuovi tipi di ineguaglianze e disoccupazione di massa. I governi dovrebbero tassare l'uso dei robot esattamente come viene tassato il lavoro umano. Questo, secondo Gates potrebbe essere un modo per rallentare, almeno temporaneamente, la diffusione di automazione e di finanziare altri tipi di impiego.

Gates ha una proposta ben precisa, la tassa sui robot potrebbe infatti finanziare la formazione finalizzata all’occupazione per la cura di persone anziane o bambini con bisogni particolari nelle scuole, contesti e settori in cui le esigenze possono essere soddisfatte solo dal lavoro umano.

In particolare sostiene che è compito dei governi attivare questi meccanismi al fine di reindirizzare i posti di lavoro per aiutare le persone con i redditi più bassi.

L'idea non è del tutto nuova, infatti il 16 febbraio anche al Parlamento europeo si è votata una risoluzione che invitava la Commissione europea a stabilire delle regole su varie questioni che riguardano i robot, tra cui quelle relative alla responsabilità civile in caso di incidenti. Si è votato inoltre su l’obbligo per le aziende che scelgono di automatizzare la propria produzione di pagare dei corsi di formazione per i lavoratori che perdono il posto, proposta che tuttavia non è stata accolta.

La proposta di Gates nell’intervista a Quartz sottolinea che bisogna evitare che la tecnologia finisca per essere demonizzata come causa della perdita di lavoro e che i governi dovrebbero cominciare a riflettere su quale metodo sia più utile ed efficace per aumentare la produttività.

Il dibattito è arrivato anche in Italia: chi ne ha parlato e cosa si è detto?

Milena Gabanelli sulle pagine del Corriere della Sera

Romano Prodi sulle pagine de Il Messaggero

Pietro Ichino sul suo blog

Prof. Sapelli su Il Diario del Lavoro

 

L’intervista originale a Bill Gates

 

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