Chi ha parlato di INDUSTRIA e di MANIFATTURA a Cernobbio

Innovazione e Digitalizzazione.

Queste la parole d’ordine della 42esima edizione del Forum #TEHA – organizzata il 2, 3, 4 settembre a Villa d’Este (Cernobbio)-, appuntamento annuale noto a livello internazionale dove Capi di Stato e di Governo, massimi rappresentanti delle istituzioni internazionali, Ministri, ed esperti di tutto il mondo si riuniscono, fin dal 1975, per discutere di temi economici e sociali.

Il Forum era incentrato sul tema "LO SCENARIO DI OGGI E DI DOMANI PER LE STRATEGIE COMPETITIVE", uno scenario caratterizzato dalla digitalizzazione della manifattura, un modello di fabbrica rinnovato, in base agli standard della quarta rivoluzione industriale, nonché una nuova modalità di produzione industriale.

Parlando di innovazione, è stato fondamentale riflettere circa la necessità di formare giovani e futuri manager con le skill e le competenze tecniche e analitiche per le sfide del nuovo mondo del lavoro oltre che adeguare l’attuale forza lavoro per avere maggior tecnicalità all’interno delle aziende. La qualità degli istituti ingegneristici sarà fondamentale per il successo del Paese, «Ci sarà una fortissima scelta sulle università di eccellenza (fatta insieme al Ministro Stefania Giannini)» ha affermato il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. «Noi non ci possiamo permettere di dire che finanziamo tutti con bandi aperti alle università qualsiasi cosa facciano. Dobbiamo scegliere delle università all’interno della manifattura innovativa, dar loro i soldi, costruire un meccanismo mediante il quale solo queste 4 o 5 costruiscono competence center, dove le aziende possono lavorare insieme. E per entrare in questo gruppo devono scalare i rating, ma se passa questo principio non è che riceveranno finanziamenti per la distribuzione geografica degli atenei».

Altra attività centrale sarà il sostegno degli investimenti delle PMI fino a 20 miliardi, «ricostruzione del Fondo centrale di garanzia su un criterio: non dare tutto a tutti se hanno circolante o se hanno un rating a tripla A. Noi ci vogliamo concentrare sugli investimenti e sui rating medio bassi, cioè quelli che hanno bisogno di un supporto. Altrimenti io sto dando soldi alle banche, che va benissimo, ma non è quello l’obiettivo del fondo».

La necessità di misurazione e di intervenire in modo mirato sembra essere la priorità del Ministro, per abbattere sprechi e finalizzare interventi e risorse. 

Quali saranno gli sviluppi futuri? Restiamo in attesa.

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