INDUSTRY 4.0: produttività, crescita ed occupazione

Secondo una recente indagine PwC ci sarà un impatto positivo sia sulla riduzione dei costi sia sull’aumento dei ricavi in una misura vicina al 3% all’anno per ciascuno di questi due fattori.

La rivoluzione nella manifattura porterà una crescita di produttività

Olivier Scalabre, manager al BCG Operations Practice for Western Europe, North Africa and South America parla al TED nel maggio di quest’anno a Parigi e il suo talk titola “The next manufacturing revolution is here”. La sua tesi è sorprendentemente semplice e si focalizza su un punto, una parola che a noi sembra sempre fondamentale la crescita della produttività nella nuova rivoluzione manifatturiera.

Negli ultimi 50 anni non c’è stata crescita nel mondo, le maggiori economie hanno visto un declino che pare inarrestabile. Negli ultimi dieci anni il tentativo di portare le produzioni all’estero cercando di sfruttare la manodopera a basso costo per ridurre i costi non solo non ha consentito di aumentare la produttività, ma non ha neanche garantito un esito atteso per lungo periodo perché i costi non sono rimasti bassi per molto.

Oggi possiamo vedere i limiti di quel sistema produttivo e guardare avanti ad uno nuovo che si sta delineando ma che richiede uno sforzo notevole ovvero combinare efficientemente l’attuale sistema manifatturiero con le tecnologie avanzate. Questa sarà la quarta rivoluzione manifatturiera. Se riusciremo a fare questo, le tecnologie che entreranno in fabbrica porteranno una crescita di produttività.

Nelle economie mature che scaturiranno dalla quarta rivoluzione manifatturiera le imprese torneranno ad essere locali (fenomeno del reshoring), facendo sembrare il vecchio modello produttivo, che si basava sull’esportazione delle produzioni in quei paesi che garantivano un costo della manodopera molto basso, davvero “insano”. Il nuovo modello produttivo si baserà su una produzione locale, vicino al consumatore finale così che possa essere gestito e controllato, così che riduca l’impatto ambientale di merci che viaggiano per tutto il globo avanti e indietro, sarà quindi un modello più intelligente e più pulito per l’ambiente, e sarà migliore per le nostre economie perché creerà più occupazione, più produttività e più crescita, cosa che gli sforzi legati al vecchio modello non sono stati in grado di fare.

Questo non sarà automatico, sarà l’esito di un massivo investimento nella formazione della nostra forza lavoro. Bisogna tornare ad insegnare la manifattura nelle università.

Queste nuove economie saranno sostenibili nel lungo periodo, ci sarà più ricchezza da distribuire e senza dubbio un futuro migliore per i nostri figli.

 

Produttività, crescita ed occupazione: una quantificazione degli impatti

Quali sono gli impatti quantitativi sulle variabili produttività, crescita ed occupazione?

Riduzione dei costi e aumento dei ricavi nel 2020

Secondo una recente indagine PwC effettuata su più di 2.000 aziende nel mondo, nei prossimi cinque anni le aziende che adotteranno strategie digitali più che raddoppieranno (dal 33% al 72%) e ci sarà un impatto positivo sia sulla riduzione dei costi (con una media annua pari al 3,6% e l’aumento dell’efficienza 4,1% annuo) sia sull’aumento dei ricavi in una misura vicina al 2,9% all’anno per ciascuno di questi due fattori.

 

Aumento della produttività – in Germani fino a +8%

L’indagine BCG, che prende come riferimento la Germania, propone una valutazione di come modificherà la produttività nel settore manifatturiero.

Nel corso dei prossimi cinque-dieci anni, sempre più aziende cercheranno di adeguarsi all’Industry 4.0, si vedrà quindi un aumento della produttività in tutti i settori produttivi. La produttività legata a miglioramenti sui costi di conversione (escludendo il costo dei materiali) varierà da 15% a 25%, includendo invece i costi dei materiali, gli aumenti di produttività varieranno dal 5% al 8% includendo i costi dei materiali. Questi valori varieranno a seconda del settore industriale di riferimento, ad esempio l’aumento delle aziende automobilistiche è atteso dal 10% al 20%.

 

 

L’occupazione: più tecnologie e lavori meno faticosi

Spesso quando si parla di Industry 4.0 si sintetizza tutto pensando all’avvento dei robot e di una tecnologia che porterà via il lavoro alle persone.

Niente di più sbagliato che una prospettiva pessimistica per creare una spirale di ansia. Perché non pensare che si tratta piuttosto di una opportunità, perché non pensare che questo significherà che l’uomo non dovrà più svolgere lavori pesanti e faticosi. Avremo dunque un calo evidente e repentino sulla quantità di lavoro manuale disponibile, soprattutto in operazioni come il montaggio e l’imballaggio.

Sicuramente la sfida è grande. I giovani dovranno prepararsi perché le skills richieste per lavorare in fabbrica saranno maggiori, sarà necessario saper gestire i big data, analisi complesse e comandare tecnologie sempre più sofisticate. Non vi è dubbio che ci sarà un calo occupazionale, ma è anche vero che nasceranno molti nuovi posti di lavoro più qualificati e più remunerati.

Secondo un indagine di Roland Berger si stima che 2,7 milioni di posti di lavoro saranno distrutti dagli effetti di produttività e 2,7 milioni dalla perdita di competitività rispetto ad altri stati.

Le stime di questo studio valutano una potenziale crescita di posti di lavoro al 2035 pari a 10 milioni in più: 1,1 milioni verrebbero dal fenomeno del reshoring, circa 7 milioni verranno creati nei nuovi servizi. Per il settore manifatturiero si parla quindi di circa 3 milioni di posti di lavoro in più grazie all’Industry 4.0.

 

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