Welfare Aziendale e Premio di Produttività – gli ultimi dati

20 settembre 2016

Il “bonus vita” di Luxottica e il “Welfare Day” di Fincantieri sono solo due tra le ultime proposte in materia di welfare aziendale, il primo garantisce il riconoscimento di un premio per gli eredi, in caso di decesso del dipendente, anche fuori dal luogo di lavoro e il secondo è una giornata di incontri per illustrare il funzionamento e novità introdotte in azienda in materia di welfare.

Le aziende, soprattutto i grandi gruppi, sembra davvero che abbiano deciso di investire tempo ed energie nella soddisfazione dei loro dipendenti, interpellandoli per avere feedback sulle reali esigenze e innovando continuamente l’offerta di welfare aziendale proposta.

Oltre ai casi più famosi, richiamati dalla stampa, anche i grandi numeri dimostrano che il fenomeno sta avendo successo. Questa sera in sala Buzzati a Milano (Corriere della Sera), verrà presentato l’esito di una ricerca «Il futuro del welfare aziendale dopo la legge di Stabilità 2016» promossa dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. L’indagine fa emergere che, soprattutto tra i grandi gruppi, l’adesione al welfare aziendale (71,4%) è molto alta, che è prevalentemente gestito internamente e soprattutto sta funzionando positivamente. 

Tra i vantaggi registrati vengono indicati: il miglioramento del clima e riduzione della conflittualità (62,4%), aumento dell’attrattivia delle risorse umane (52,7%), contenimento del turn over (47,7%), incremeto della produttività (46,8%) e riduzione dell’assenteismo (39,2%).

Se dal lato del welfare aziendale sembra che tutto proceda a gonfie vele, meno bene i dati relativi alla diffusione del “bonus” produttività che registra ancora numeri piuttosto bassi se si considera che il numero di aziende presenti in italia si aggira intorno ai 4 milioni.

Il ministero del Lavoro, con nota ufficiale, rende noto che, in data 14 settembre 2016, sono stati depositati 15.078 contratti aziendali e territoriali in conformità a quanto stabilito dal Decreto Interministeriale del 25 marzo 2016, relativo alla tassazione agevolata dei premi di produttività e delle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili di impresa. In particolare 11.003 sono stati sottoscritti nel 2015.

A livello geografico la Lombardia è al primo posto con 4.249 di contratti depositati, seguono l'Emilia Romagna (2.579) e il Veneto (2.114). Pochi diffusi nel Mezzogiorno con un totale di circa 900 contratti di cui 321 in Campania e 149 in Puglia.

Dei 15.078 contratti depositati: 11.813 si propongono di raggiungere obiettivi di produttività8.700 di redditività e 6.721 di qualità.

In cosa consiste la tassazione agevolata dei premi di produttività?

Il decreto interministeriale del 25 marzo 2016 regola “l’erogazione dei premi di risultato e la partecipazione agli utili di impresa con tassazione agevolata”.

Il decreto attua la norma della legge di stabilità 2016 che prevede una tassazione agevolata, con imposta sostitutiva del 10%, per i premi di produttività e per le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa, entro il limite di 2.000 euro lordi (2.500 per le aziende che "coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro"), in favore di lavoratori con redditi da lavoro dipendente fino a 50.000 euro. 

Cos è il premio di produttività?

Il premio di produttività consiste in una componente retributiva prevista nei contratti di secondo livello (aziendali o territoriali), in aggiunta alla retribuzione di base e che spetta ai lavoratori in caso di raggiungimento di risultati di produttività dell’azienda.

Come specificato dal decreto interministeriale, il premio di risultato consiste nelle somme di ammontare variabile la cui erogazione è legata ad una serie di incrementi: produttività; redditività; qualità; efficienza e innovazione.

Premio di produttività: quali sono i criteri di misurazione?

Il decreto interministeriale del 25 marzo 2016 stabilisce che i criteri di misurazione per i premi di produttività o di risultato che i contratti collettivi di lavoro devono prevedere possono consistere: nell’aumento della produzione o in risparmi dei fattori produttivi e nel miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi, anche attraverso la riorganizzazione dell’orario di lavoro non straordinario o il ricorso al lavoro agile.

La verifica obiettiva del raggiungimento dei risultati deve avvenire in un periodo di tempo stabilito nel contratto attraverso il riscontro, ad esempio, di indicatori numerici o di altro genere, purchè espressamente individuati.

 

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